La cosa che mi fa rabbia, ma rabbia per davvero è che la gente abbocca a questi stupidi ami senza manco farsi una domanda. Chessò sarebbe curioso capire com’è che latitano i controlli igienici sulle materie prime e sulla vera e propria produzione di svariati ristoranti, tranne qualche rara eccezione, tra parentesi i negozi take-away che ci danno il pacchetto coi vermicelli di soja o il maiale in agrodolce, per capirci, sono esenti da qualunque tipo di controllo da parte dell’Arpal mi si dice, non essendo appunto nella categoria ristoranti, cioè siccome li dentro non ci mangia nessuno, e tutti fanno finta di non vedere gli appositi banconi non c’è bisogno di controllarli, una logica che non fa una piega.
Che poi li dentro si frigga con olio di centocinquant’anni o con svariati animaletti come pubblico è assolutamente indifferente. No queste cose, di decenza pratica, non interessano il legislatore e manco gli amministratori, perchè sono appunto robe pratiche di tutela alla salute del cittadino, ma ci vogliono soldi e risorse per fare i controlli, molto meglio limitarsi alle uscite pubblicitarie pre-elettoralistiche tanto in voga tra gli amministratori comunali. Certo che se la giunta Moratti dedicasse cotanta attenzione pure all’allegra gestione dei soldi pubblici usati per incarichi e consulenze varie, ci sarebbe il doppio effetto positivo: risparmiare appunto i nostri soldi e non farsi beccare e condannare per le dita nella marmellata.
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Aggiornamento guardate un po’ cosa ne pensa il NYT
