Non posso resistere fino a domani, già lo vedete, ho cominciato a spiluccare ‘sta bontà nel mentre che facevo le foto (si vede, si?) perciò figuriamoci se mi metto calmina fino a domani, non se ne parla proprio. Per fare questo dolce, che tra parentesi, come dissi pure qua, è il mio preferito, ho aspettato la domenica giusta, quella in cui si è sufficientemente acciaccati da non aver voglia d’uscire ma non abbastanza da starsene tranquillini, magari a letto, a leggere. Del resto come ho già detto, il talento di Mr. Kranz sta proprio nel suo trasformismo rimanendo sempre buonissimo, anzi eccellente, secondo me al di sopra di qualunque altro dolce da colazione.
febbraio 23, 2009
febbraio 17, 2009
Non sempre si può vincere (e facciamoci una pera, và)
Ebbene si, finalmente sono riuscita a trovare una piccola pecca in una ricetta di Montersino. Oh intendiamoci subito, la cosa non mi rallegra affatto, che manco ve l’immaginate quanto ami st’uomo, ne sono completamente affascinata, lo reputo un genio di creatività, insomma un vero mago con l’immenso potere di suggerirmi sempre mille e mille soluzioni alternative. Ma tant’è sta torta un po’ di perplessità ed ansia me l’ha data, va a capirne i motivi.
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febbraio 5, 2009
Una vera colazione da Donna!
La Donna a cui alludo, ovviamente, è Donna Hay, che credavate!? Finalmente mi sono decisa a riportare fedelmente una ricetta di questo libro, perché più giorni passano e più m’attizza. La riporto perché è abbastanza raro che non manometta una ricetta con robe mie, che poi in realtà è parzialmente vero pure questo, ho fatto una porzione doppia, una così come ho trascritto, riportato dal libro, all’altra ho aggiunto un paio di cucchiai di grano saraceno. Ci credete che tra i due tipi ancora non riesco a decidermi su quale mi piace di più? Dico davvero, sto facendo un giorno uno e un giorno l’altro, sembro ridolini!
febbraio 3, 2009
Confortatemi con le mele
Siccome non è che il panorama fuori sia sto granché tranquillizzante, ultimamente mi rifugio in cucina molto più spesso e certe volte ne rimango persino contenta.
Un po’ sulle orme di Ruth Reichl, l’attuale direttrice della rivista Gourmet e straordinaria autrice di due tra i libri che amo di più: Confortatemi con le mele, appunto, e La parte più tenera, ho lavorato un po’ attorno alla mia ipotetica torta di farro alle mele, vediamo unpo’ cosa ne pensate…
Insomma come l’autrice di cui sopra ho continuato l’avventura gastronomica e sentimentale col farro sospinta dallo stesso entusiasmo dell’eroina protagonista.
Questa torta è un insieme di rubacchiamenti di idee e tecniche, un po’ da Montersino, al solito e po’ dalla signora Donna Hay, ho mescolato un po’ le carte, ci ho messo dentro un po’ di mio ed è venuta fuori questa tortina.
Ne avevo fatto una simile tempo fa, ma cambia completamente l’impasto, state attente!
dicembre 5, 2008
On ne fait pas mouche à tous les coups …
Oggi c’era bisogno di un istante di pausa, con un accenno di sorriso, che ogni tanto, diciamocelo, ci vuole! Così mi sono ricordata di un post favoloso di uno dei miei blog preferiti, e… bè è difficile spiegare perchè amo così tanto la sua straordinaria autrice. Sarà perchè c’è stata un’empatia istintiva ed immediata, sarà che ogni riga mi arriva diretta tra pancia e cervello, sarà che raramente ho trovato una lucidità così spietata, ma trovo questa donna unica e spettacolare, la leggo da sempre. A volte mi fa stare male, altre mi fa riflettere, altre ancora mi fa scompisciare, come il post che vi copioncollo perché merita, e se date un’occhiata al suo blog vi renderete conto che trattasi di persona fuori dal comune, una perla sincera in questo enorme mare.
novembre 3, 2008
Two è meglio che uan, vero? ;-)
Tanto tuonò che piovve, il che significa che una discreta percentuale di pioggia mi è finita sulle spalle ed ora sono un po’ acciaccata. Mi affaccio per pregarvi di provare queste ciambelline, perché sono buone da morire… insomma sono state la nota dolce di quest’ultimo fine settimana, mi sono piaciute da pazzi.
La ricetta è stata ispirata dal solito Ernst Knam di cui vi ho già parlato qua e qua, perchè è uno chef che mi piace molto, riesce a dare risultati eccellenti con ricette relativamente semplici. In realtà lui indicava di usare un solo stampo di 22-24 cm e nella foto la ciambella era molto più bassa, io ho provato a mischiare un po’ le carte, aumentato un pizzico il lievito e ho usato due stampini, perchè two è meglio che uan, vero? ![]()
Il risultato sono state queste due ciambelle belle cicciottose e con un gusto strepitoso, che a leggere gli ingredienti non si direbbe.
ottobre 13, 2008
Ma il tamarindo, in definitiva chi lo conosce?
Vabbè questa ve la devo raccontare dall’inprincipio perché è troppo ridicola per sembrare vera
. Si da il caso che giorni fa, causa televisione invasa dai vari programmi di realitisciò et affini, che tra parentesi trovo al di là dell’indecenza, comunque proprio grazie a questa indecenza ho avuto l’occasione di rivedere Fiori d’acciaio, con immenso piacere tra l’altro. Perchè poi io sarei pure romantica. non ho ancora capito dove, ma giuro sulla testa dei figli di quellolì che lo sono, dovete credermi! Vi chiederete e cosa c’entra questo film con la foto, bè un attimo di pazienza che io mica governo tutti i ghirigori dei miei neuroni eh. Dunque datosi che sono andata a far spesa nel supermercatino equo mi sono ritrovata tra le mani una bustina che ho intuito essere tamarindo traducendo alla bell’e meglio tra arabo e chissà quale altra lingua. Chi ha visto il film ricorderà che la torta della sposa era fatta da una zia con l’armadillo o qualcosa del genere, quindi il mio povero neurone stressato ha fatto un bel mix e mi ha fatto comprare l’oggetto del contendere, per dirla un po’ più chiaramente s’è confuso sbagliandosi
)
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settembre 8, 2008
Perché la vita è un brivido che vola via, è tutt’un equilibrio sopra la follia….
In Inghilterra lo chiamano Plumcake, in Francia Quatre quart e in Germania Sandkuchen, voi chiamatelo un po’ come vi pare, il risultato d’intenso benessere non cambia. La particolarità di questo dolce, nella ricetta originale che qui ho riprodotto pari pari, è di usare parti uguali di farina, burro e zucchero. In effetti la prima tentazione, leggendola, è stata di dimezzare le quantità di burro e zucchero, però mi sarei persa il gusto spettacolare ch’è venuto fuori.
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agosto 18, 2008
Il Talento di Mr. Kranz
Ahem … in realtà non avevo in programma di fare un post stasera… Per la verità sono impegnata nella benemerita opera di fare i backup di tutti i dischi, e la questione è più impicciosa del previsto, apposta non sono riuscita a scrivere prima!
Però stasera la voce di una non-snobblogger, una tra le mie preferite [e che mi rende parecchio fiera averla conosciuta], mi ha riportato alla realtà, cioè di darmi na mossa! E poi tra domani e dopo, dipende dai tempi del succitato bck, formatterò tutti i miei enne dischi, e vi avviso, non sarà per niente uno spettacolo piacevole per me vedere decinaia di migliaia di byte andare in fumo, che io comunque sono, si, una razionale, ma di quelle romantiche e alle cose [mie] mi ci affeziono, oh! Perciò tra una storia e l’altra mi ci vorrà un minimo di tempo tecnico per tornare operativa e, dulcis in fundo, tra qualche giorno ripartirò (si, vacanze intermittenti, ma già l’ho detto che st’anno sono così, no?). Eppoi le vacanze a singhiozzo sono le più belle. Non che in questi giorni sia andata a lavorare, anzi ho pure ospitato degli amici a ferragosto, intendo proprio vacanze con tanto di borsoni stracolmi che non ne vogliono sapere di chiudersi, con le mille cose inutili da portarsi appresso, con i libri da leggere, con le spiagge meno affollate ed il traffico meno stancante. Si mi pare che quella di quest’anno sia stata la scelta più saggia, visti gli impegni che avevo qua e là, eppoi fa parte del mio carattere convertire in positivo anche le piccole sfighe: ecco vi ho appena illustrato un’applicazione pratica
luglio 29, 2008
Rosso come il Mare (per Zorra!)
Non era facile trovare una ricetta Rossa, Bianca o Swiss per mantenere fede all’impegno con Zorra, eppoi volevo proprio fare bella figura con lei, vista la sua abituale gentilezza e disponibilità. Avrei potuto cavarmela con la pappa al pomodoro, con la pizza o con gli spaghetti, sempre e solo per rimanere nell’ambito del rosso, però… non so. Una ricetta, diceva una mia cara amica, è come una camicia, te la devi sentire giusta, altrimenti lascia perdere. Ed io mi stavo davvero quasi arrendendo, perché non era facile trovare la ricetta giusta. Fino a quando non ho sfogliato, per altri motivi, tra l’altro, il libro del mio sempre amatissimo Ernst Knam, di cui ho già parlato qua e qua. Quindi ho trovato la soluzione del Rebus, almeno per quello che riguarda il rosso! E’ una ricetta favolosa, facile e veloce, ve la consiglio.
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