Ieri, quasi per caso mi sono accorta di avere il cuore in inverno, è stata una folgorazione, non so com’è potuto accadere, non so se le battute di questo governo hanno un ruolo in questo groviglio di pensieri che mi si ingarbugliano dentro senza trovare la strada per uscire. Non lo so, davvero. Ma adesso che finalmente ho capito cos’è che non va, ho qualche possibilità in più per riacchiapparmi la mia eterna primavera, nel frattempo meglio impegnarsi in cucina, perché è rilassante e perché è una di quelle attività che mi permette di pensare con un certo ordine. Ricordate lo scorso inverno quando mi ero fissata a trovare i mille usi per la farina di mais? Ecco uguale. Solo che stavolta è il farro, e anche per questa farina sto penando non poco.
gennaio 27, 2009
novembre 5, 2007
Sottovoce
Dopo una settimana (bè più o meno) di bagordi, bricolage, girandole e parole c’è bisogno di un po’ di silenzio, e se proprio non posso averlo… vorrei arrivare perlomeno ad attenuare un po’ i suoni attorno. Che poi non è vero, o è parzialmente vero, perchè ho le cuffiette con la radio almeno 10 ore al giorno, e credo che non potrei più vivere senza “Il ruggito del coniglio”, “Catterppilar”, “Ho perso il trend” e “Fabio e Fiamma”. Sono il miglior sottofondo possibile per qualunque pensiero, sono degli straordinari ammortizzatori per il caos diffuso. Non seguo da troppo la radio, a suo tempo cominciai ad ascoltarla perchè nel nuovo ufficio il genio di turno, pensò bene di progettare l’open space e non trovai nessun altro rimedio-schermo-filtro, con effetto immediato, contro lo sfacelo dei miei timpani.
Ora io non so chi tra di voi ha avuto occasione di trovarsi per almeno un paio d’ore in un open space, ma vi assicuro che io ci farei stare i progettisti, e all’ergastolo. Sospetto siano architetti, ma vorrei tranquillizzà … mica tutti sono omologati sulle cavolate opensurcersche!

