Questo è uno di quei post che non avrei voluto fare o perlomeno, sarebbe stato meglio farlo con motivazioni più ludiche, ma tant’è….
Cominciando dall’inizio, questa era una prova che volevo fare per me, per usare questa crema su un dolce tra qualche tempo, e invece mi è venuta così bene e così gialla che con la bavarese in frigo a raffreddarsi mi sono detta “ma perché no? Two è meglio che uan, in fondo?!” Particolare da non trascurare poi, è che avevo in frigo una palla di pasta brisé preparata per una torta salata mai fatta. A dire il vero ci ho pensato un po’ su se fosse il caso, ma poi mi sono convinta che la crema era già dolce di suo e una compensazione non avrebbe potuto che migliorare la questione, no? Ho riciclato persino la rosa gialla, sarò un genio si o no?
marzo 9, 2008
Vogliamo il pane, ma anche le rose
marzo 8, 2008
Filare, partorire e piangere

Abbiamo bisogno di simboli, questa è la verità, in ogni epoca ce n’è stato uno confezionato su misura. Poi capita d’inciampare in quelli che lo sono diventati per caso e sono stati innalzati al tale ruolo per le debolezze altrui. Così è successo con Dolores Ibarruri, la donna simbolo dell’essere donna al di là delle mode, perché basta leggere uno stralcio di uno qualunque dei suoi discorsi per sentirsi a casa, comprese, hanno quell’impronta di modernità che non ci si aspetterebbe da una donna morta da qualche decennio.
Quindi oggi vorrei regalarvi un piccolo stralcio di un suo discorso, ogni mia parola avrebbe il retrogusto retorico, lei sa dire molto meglio quello che a me non riesce.
