
(sottotitolo: Come spendere 10 euro per una cena di 8 persone e vivere felici)
Questo è un post fantasma, prendete immediatamente nota, perché potrebbe sparire da un momento all’altro:), difatti è un post a costo zero, o giù di lì.
Il soggetto di questo articolo sono i suelli, lo dico come si dice a Genova, ma ho scoperto che curiosamente questo bel pesciolino ha più nomi che lische, praticamente uno diverso per ogni città! L’antefatto è che coi tempi che ci aspettano (il ponte sullo stretto, finanziare le ferrovie perchè si possano comprare l’alitalia, finanziare Caltagirone perché possa fare la metropolitana a Roma, e via dicendo…) bisogna cominciare ad esercitarsi ad un consumo un po’ più intelligente (che intelligente lo era già da prima).Quindi mi sono guardata un po’ in giro ed ho fatto una piccola scommessa con me stessa, l’obiettivo era riuscire a spendere il meno possibile facendo un menù dignitoso. Premetto ch’è solo il primo appuntamento, ne seguiranno parecchi, perché adesso comincio a capire i meccanismi del commercio (in)solidale. Sono andata al mercato ed ho trovato i suelli, praticamente non se li filava nessuno, costavano solo 2 euro/kg, e tra me e me mi sono detta, ci dev’essere qualcosa che non torna nel meccanismo. Perché mai una persona normale dovrebbe spendere dai 9 ai 18 euro per un altro pesce quando con 2 euro risolverebbe la questione? Così ho iniziato una lunghissima (bontà sua) discussione col pesciaro, che mi ha spiegato che, benché i suelli siano di gran lunga trai i più gustosi nell’ambito del pesce azzurro, sono praticamente schifati perché la loro pulizia (dalle lische) dev’essere più accurata, il che significa che è solo una questione di tempo e di voglia?
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(continua…)