Visto che a quanto pare ci sono chiari segnali di primavera, tanto vale festeggiarla come si deve, magari con qualche gita in riviera ![]()
E a proposito della riviera ci sono echi lontani di mugugni e lamentele perché i nostri alberghi rivieraschi, vanno deserti e le prenotazioni per il canonico ponte pasquale scarseggiano. Ora non vorrei dire però ‘sti benedetti ragazzi, ed alludo prevalentemente al ponente, hanno prezzi di tutto rispetto, nel senso che io mi ci dovrei fare il leasing per pernottare, e in cambio hanno una gestione dei clienti assai minimalista: mai una coccola, mai un bon bon in camera, lo shampoo o qualunque altro gadget sono diventati un miraggio però i prezzi sono alti eccome.
marzo 16, 2009
corso accelerato di cromoterapia applicata
febbraio 17, 2009
Non sempre si può vincere (e facciamoci una pera, và)
Ebbene si, finalmente sono riuscita a trovare una piccola pecca in una ricetta di Montersino. Oh intendiamoci subito, la cosa non mi rallegra affatto, che manco ve l’immaginate quanto ami st’uomo, ne sono completamente affascinata, lo reputo un genio di creatività, insomma un vero mago con l’immenso potere di suggerirmi sempre mille e mille soluzioni alternative. Ma tant’è sta torta un po’ di perplessità ed ansia me l’ha data, va a capirne i motivi.
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febbraio 3, 2009
Confortatemi con le mele
Siccome non è che il panorama fuori sia sto granché tranquillizzante, ultimamente mi rifugio in cucina molto più spesso e certe volte ne rimango persino contenta.
Un po’ sulle orme di Ruth Reichl, l’attuale direttrice della rivista Gourmet e straordinaria autrice di due tra i libri che amo di più: Confortatemi con le mele, appunto, e La parte più tenera, ho lavorato un po’ attorno alla mia ipotetica torta di farro alle mele, vediamo unpo’ cosa ne pensate…
Insomma come l’autrice di cui sopra ho continuato l’avventura gastronomica e sentimentale col farro sospinta dallo stesso entusiasmo dell’eroina protagonista.
Questa torta è un insieme di rubacchiamenti di idee e tecniche, un po’ da Montersino, al solito e po’ dalla signora Donna Hay, ho mescolato un po’ le carte, ci ho messo dentro un po’ di mio ed è venuta fuori questa tortina.
Ne avevo fatto una simile tempo fa, ma cambia completamente l’impasto, state attente!
gennaio 29, 2009
Il lato dolce della vita
La cosa divertente è che il libro risolutore di tutti i miei mugugni dubbiosi sul farro già ce l’avevo, ed è proprio in posizione favorevole alla mia postazione pc, ovvero ce l’ho davanti al naso ogni giorno, benedetta ragazza! Eppure niente, chissà com’è ma erano mesi che non lo prendevo in considerazione, e da qua si capisce che non è stato il massimo dei miei periodi prolifici
dicembre 24, 2008
Auguri… auguronissimi con tutto il cuore
Vigilia, finalmente! Sto per affrontare le lunghe code dei negozi per acaparrarmi una dignitosa cena della vigilia, che per me è sempre stata la notte di Natale, non il pranzo del 25. E’ una tradizione ereditata dai miei genitori. Mia mamma, santa donna, cominciava a preparare la cena della vigilia già dal pomeriggio del 23. La cosa bella di casa era quella specie di fusion tra Liguria e Calabria, con usanze e tradizioni così diverse, con aromi che solo in apparenza non si acchiappavano, ed invece a tavola davano dei risultati sorprendenti. Immaginate gli antipasti, tutti calabri, salumi casalinghi, dagli aromi decisi, sott’oli, sottaceti, conserve di varia natura e con nel mezzo una portata genovese, delicata e leggera, un effetto davvero apprezzabile (soprattutto per il palato
). Quindi questa sera anche io riprodurrò una delle nostre cene tradizionali, perchè la cena della vigilia è l’insieme e l’estratto di tutte le tradizioni di una famiglia. Fateci caso, per il veglione di fine anno psicologicamente si ha un atteggiamento diverso, vabbè niente a me piace questa specie di vincolo-legame, è come se in cucina ci fosse ancora mia mamma a brontolare e mio papà a scaricare la spesa dalla macchina, avrebbero potuto farci una normalissima cena e invece lavoravano per due giorni per consegnarci un ricordo ben confezionato. E e a voi piace questa tradizione? La seguite?
dicembre 22, 2008
Tracce di Dolce (ovvero la Sachertorte, una scelta di vita)
Alla fine sono stata rapita dall’alieni… ahemmm… No vabbè di questo e di che fine ho fatto negli ultimi giorni ne parlerò nel prossimo post, oggi voglio parlare (solo) della protagonista golosa nella vita di mio figlio. Già ne parlai qua e visto che finalmente la sua presenza ha coinciso con un clima invitante mi sono convinta a fare la sua torta preferita.
Che poi l’avventura nel dolce di mio figlio ha dei risvolti esilaranti, sapete? Quando nacque, già da subito, quando tutti i bambini vanno pazzi per ciucciotti intinti nello zucchero o nel miele, lui schifava l’uno e l’altro. E non sto qua a raccontare il panico e lo sbigottimento quando l’osservavo rifiutare caparbiamente qualunque biscotto con tracce di dolce; nei negozi dovevo snobbare qualunque tipo di frollino e limitare le mie compere verso biscotti della salute (che poi sarebbero i biscotti del lagaccio) o biscotti secchi tipo oro saiwa o ancora i plasmon.
Di mangiare cioccolata , chantilly, mascarpone e/o affini non se ne parlava proprio, non avevo mai visto una roba del genere, manco sembrava figlio amme!
dicembre 5, 2008
On ne fait pas mouche à tous les coups …
Oggi c’era bisogno di un istante di pausa, con un accenno di sorriso, che ogni tanto, diciamocelo, ci vuole! Così mi sono ricordata di un post favoloso di uno dei miei blog preferiti, e… bè è difficile spiegare perchè amo così tanto la sua straordinaria autrice. Sarà perchè c’è stata un’empatia istintiva ed immediata, sarà che ogni riga mi arriva diretta tra pancia e cervello, sarà che raramente ho trovato una lucidità così spietata, ma trovo questa donna unica e spettacolare, la leggo da sempre. A volte mi fa stare male, altre mi fa riflettere, altre ancora mi fa scompisciare, come il post che vi copioncollo perché merita, e se date un’occhiata al suo blog vi renderete conto che trattasi di persona fuori dal comune, una perla sincera in questo enorme mare.
ottobre 15, 2008
Dedicato a Te ;-)
No perchè forse a qualcuno sarà pure sfuggito, ma si da il caso che come è stato detto e specificato c’è una signorina tra noi che compirebbe gli anni. Quindi avendo trovato il salone del gusto già prenotato per un brunch informale, ho pensato di prepararle un dolcetto in fretta e furia, una cosetta veloce, senza sfarzi, però è un rotolo pieno di affettuosa amicizia, virtuale ma pur sempre d’amicizia di tratta!
Auguri Cavoletta! Ti auguro un milione di compleanni felici e per penitenza ti augurerei di passarli tutti con noi
dicembre 12, 2007
Il Pandöçe (Il Pandolce) – II^ parte
Questa volta parlo del Pandolce alto.
Alto per modo di dire, ovviamente, perchè la relatività è tutto, lo diceva persino il vecchio Albert. Vediamo di chiarire, per il mondo esterno alla Liguria, quando si parla di panettone alto si pensa subito al modello milanese, però da noi non c’è il panettone, ma il pandolce, e questo fa la differenza. I motivi per cui il nostro pandolce non potrà mai assumere l’altezza del panettone milanese se volete potremmo pure discuterli, ma rimane il fatto che questa caratteristica, che non è meramente estetica, a noi piace un sacco.
dicembre 11, 2007
Il Pandöçe (Il Pandolce) – I^ parte

Il pandöçe (pandolce) è il vero emblema del Natale in ogni casa genovese, senza di lui la festa avrebbe un sapore diverso. Il pandolce è il grande protagonista della classica cena di Natale, lo rimane sempre, anche se oggi il suo consumo è normale quotidianità durante tutto l’arco dell’anno, miracoli del benessere e del consumismo. Ne esistono due varianti, quello normale, lievitato e quello basso, ma in ogni punto della Liguria, da levante a ponente ne esistono innumerevoli versioni con differenze nelle proporzioni e negli ingredienti. Ma non è sempre stato così, tutt’altro; un tempo uno dei motivi per cui il Natale aveva quel sapore magico era anche la presenza di pietanze per le quali si era risparmiato per interi mesi, visto l’impegno economico per reperire tutti gli ingredienti. La cosa bella dei Natali della mia infanzia era il marmaglio di usanze sulla tavola e tutt’intorno, era facile trovare un dolce calabro accanto al pandolce genovese, era la fusione tra la cultura dei padri e quella dei figli.








