L’amore a cui alludo, ovviamente, nulla ha a che fare con l’A-more, ma con quel pacchetto d’ideali che nutrì gli animi e le speranze di un’intera generazione, e che vide l’inizio della sua fine. Il 14 ottobre 1980, a Torino, quando una marcia fratricida vide 40.000 colletti bianchi della Fiat contro i loro colleghi delle catene di montaggio che scioperavano da ben 35 giorni per una vertenza che, badate bene, non pretendeva il più pilu per tutti di moda adesso, ma la difesa del posto di lavoro di 15 mila operai. Fu una data decisiva per la storia sociale del nostro Paese perchè sancì il definitivo e irreversibile cambiamento dei rapporti tra le classi sociali, evidenziando le fratture e l’incomunicabilità persino al loro interno, spostando l’ago della bilancia del potere dalla parte dei padroni, un evento che sconvolse le coscienze e decretò l’inesorabile crollo dei sindacati e di conseguenza della classe operaia. A guardare la storia, con gli occhi e il bagaglio di conoscenze di oggi, mi viene quasi da sorridere, perchè diciamocelo, la vicenda aveva un non so ché di grottesco. É un po’ come se Gastone avesse marciato nel cortile di Topolino contro lo sfigato cugino Paperino.
