Niente, quest’anno a quanto pare sembra che la primavera non voglia dare segni di vita, il sole fa il malandrino c’è, quando c’è, con fugaci apparizioni per farci ripiombare subito dopo in giornate grigie e uggiose, come fosse novembre. So che durerà ancora poco perché la primavera è sotto questo spesso manto di nubi, si percepisce. Ed è proprio in queste brevi apparizioni del sole che riesco a ritrovare i miei ritmi placidamente supersonici, che parrebbe una definizione assurda ed invece è proprio la realtà. Amo la primavera, forse è la stagione che amo di più e che riesco a godere fino in fondo, mi da una carica che nessun tipo di supporto chimico potrebbe darmi e a ripensarci un po’ su mi verrebbe da chiedere com’è che i fruitori di droghe e facsimili non vadano ogni tanto in paesi dall’eterna primavera per “ricaricare” pile atletiche (e non) un po’ appannate?
marzo 12, 2008
gennaio 16, 2008
A passo di gambero
Dietro i vetri chiusi, ieri sera, tornando a casa, ho lasciato l’eco degli schiamazzi di questi giorni, sono schiamazzi di varia natura, su temi diversissimi e tutti di una certa rilevanza, io non ne parlerò. Mi sta più a cuore notare come ci siano tanti (troppi) segnali di una specie di ritorno al passato, anzi al remoto. Una specie di avanzare a passo di gambero, come direbbe (ed ha scritto) Umberto Eco. La cosa che mi fa sorridere, per non dire preoccupare, è che i passi di gambero si stanno facendo solo su determinate conquiste (sociali, culturali, etc) in altri campi, invece, si è come imbalsamati e l’avanzamento scientifico, talvolta, appare più come una corsa scomposta. Mi aspetto che da un momento all’altro qualcuno promuova un referendum per confermare il diritto al voto delle donne, secondo me in questo clima ci potrebbe pure stare.
novembre 5, 2007
Sottovoce
Dopo una settimana (bè più o meno) di bagordi, bricolage, girandole e parole c’è bisogno di un po’ di silenzio, e se proprio non posso averlo… vorrei arrivare perlomeno ad attenuare un po’ i suoni attorno. Che poi non è vero, o è parzialmente vero, perchè ho le cuffiette con la radio almeno 10 ore al giorno, e credo che non potrei più vivere senza “Il ruggito del coniglio”, “Catterppilar”, “Ho perso il trend” e “Fabio e Fiamma”. Sono il miglior sottofondo possibile per qualunque pensiero, sono degli straordinari ammortizzatori per il caos diffuso. Non seguo da troppo la radio, a suo tempo cominciai ad ascoltarla perchè nel nuovo ufficio il genio di turno, pensò bene di progettare l’open space e non trovai nessun altro rimedio-schermo-filtro, con effetto immediato, contro lo sfacelo dei miei timpani.
Ora io non so chi tra di voi ha avuto occasione di trovarsi per almeno un paio d’ore in un open space, ma vi assicuro che io ci farei stare i progettisti, e all’ergastolo. Sospetto siano architetti, ma vorrei tranquillizzà … mica tutti sono omologati sulle cavolate opensurcersche!


