Anch’io come altri sono stata “investita” da questo post che prosegue la neo tradizione del vino dei blogger. Comincio subito col mettere le mani avanti, perché non sarei proprio la persona adatta a parlare di vino, ne bevo poco, molto poco, ma per mia fortuna lo scelgo buono, e nel bel mezzo delle mie (scarse) conoscenze ci sta appunto lo schiacchetrà. In realtà faccio questo post non tanto per raccogliere a tutti i costi uninvito al di sopra delle mie possibilità, ma perché “obbligata” a parlare del vanto di questa regione, che è tra i prodotti italiani più famosi, non solo per il suo indiscusso valore qualitativo, ma anche perché può vantare una vastissima letteratura che lo riguarda e che ha contribuito a farlo entrare nel mito.
Giosuè Carducci lo descrisse come l’essenza di tutte le ebbrezze dionisiche; Giovanni Pascoli ne richiese l’invio di poche bottiglie “in nome della letteratura italiana“; Gabriele D’annunzio lo descrisse come “profondamente sensuale”.
Prima di loro ne parlarono Plinio, Boccaccio, Petrarca. Lo sciacchetrà è un vino passito che racconta una storia lontana. Ma il suo successo non deriva solo dalla sua storia affascinante ma dalle sue indubbie qualità.
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(continua…)
