L’antefatto è che ho ricominciato a fare scorta di piantine aromatiche, per ora ancora poche, le ho prese nella serra di Bogliasco dove vado di solito. Quella delle piantine aromatiche è un’abitudine ereditata direttamente da papà. Non so nemmeno se sia una roba genetica, una qualità o semplicemente un talento naturale, fatto sta che se a mio papà qualcuno gli avesse portato un pezzetto di ramo rinsecchito, più morto che vivo, lui riusciva a resuscitarlo e col tempo farne una pianta forte e vigorosa. Quella era ed è sempre stata la sua grandissima passione. Io ne ho ereditato qualche piccolo brandello, troppo poco per reputarmi appagata, ma il piacere intenso, quello si, e la dolcezza di ripetere gli stessi gesti che gli vedevo fare fin da piccola.
Se mi sforzo di osservarmi da questa distanza abissale, mi vedo intenta ad aiutarlo e, su sua richiesta probabilmente per darmi qualcosa da fare, come si fa con i bambini inquieti, gli portavo l’annaffiatore che pesava più di me, quindi nel breve tragitto riuscivo a svuotarne la metà per strada, tra gli strilli isterici di mia mamma, poi mi accoccolavo accanto a lui attenta ad ogni suo gesto: i rinvasi, le potature, le cure. Volendo questa dipendenza dalla memoria, non necessariamente privata, potrebbe essere il primo punto del meme che mi ha passato la mia meravigliosa Cristina, cosa dite, ci può stare?












